Sun Halo

L’alone solare, sulla base delle mie osservazioni, è il fenomeno atmosferico più frequente, anche più dell’arcobaleno che invece risulta essere molto più noto e riconosciuto.

La motivazione è che l’arcobaleno è, in un certo senso, a “portata d’occhio” e quindi ad altezza vista e quindi facilmente individuabile.

 

L’alone solare, è invece più presente dell’arcobaleno ma, è più difficile da osservare perché si trova nella porzione di cielo dove è anche presente Sole e dove, in genere, non volgiamo mai lo sguardo per non venire abbagliati. Per questo per osservarlo è bene, oltre a coprire il Sole con la mano, indossare occhiali da Sole.

Gli occhiali da Sole sono un filtro minimo che non solo protegge gli occhi ma crea un maggiore contrasto e consente di vedere il fenomeno, altrimenti impossibile da osservare.

 

L’Alone solare, inoltre, si manifesta più frequentemente con le sue colorazioni meno accese e pertanto non sempre colpisce l’attenzione dei più: solo poche volte mi è capitato di osservare un alone dai colori tanto netti e intensi da attirare stupore e curiosità degli osservatori “più distratti” intorno a me.

 

Altro motivo per cui il fenomeno dell’alone solare è un po’ meno sconosciuto è che siamo abituati a notare ciò di cui abbiamo già esperienza, per cui, anche se è lì sopra di noi, non riusciamo ad individuarlo con facilità, a meno che non lo si sia già personalmente sperimentato almeno un’altra volta.

 

Per questa ragione, considerata la maggiore attenzione verso il cielo da parte dei sostenitori delle scie chimiche, vengono da loro spesso individuati aloni, fotografati e spacciati come esempi di uno degli effetti di ciò che, a loro veduta, sarebbe “l’irrorazione nell’aria”. Quindi, questo fenomeno del tutto naturale e che dovremmo osservare con stupore e meraviglia, viene demonizzato in quanto testimonianza di ciò che loro definiscono  “complotto”.

 

In realtà, la presenza degli aloni, è testimoniata sin dai tempi in cui il traffico sui nostri cieli era una esclusiva solo per i volatili.

In molti detti popolari, inoltre, viene associata la presenza dell’alone alla conseguente pioggia. In questo link Les Cowley specifica che non è proprio esatto associarli alla pioggia

Una recente ricerca effettuata dall’astronomo Paolo Colona, ha portato alla luce l’associazione dell’alone Solare al il mito di Issione (il seguente Link per conoscerne i dettagli  oppure dal sito ANSA ) che veniva spesso raffigurato all’interno di una ruota come a rappresentare il fenomeno.

Abbiamo anche un dipinto del 1535 che, oltre ad essere la prima rappresentazione della città di Stoccolma è anche la prima rappresentazione di questo fenomeno ottico e non solo.

https://it.wikipedia.org/wiki/File:Vädersolstavlan.jpg

 

 

Riporto anche quanto ha scritto circa gli Aloni, l’Astronomo G.B. Hodierna intorno al 1600:

“ L’Alone, o corona, che suol prodursi à guisa di corona intorno al sole o della Luna, da noi detta Antiride, che sovvente ci presagisce futura Pioggia, altro non è che una seconda specie d’Iride, rappresentata all’occhio nostro dagl’Atomi vaporosi congregati in quella sfera vaporosa, mentre da quelli parti egualmente distanti intorno al Luminare, vien riflessa la Luce all’occhio nostro: ma perché quelle goccioline sono assai sottili, e perché lontani da noi, non possono così vivacemente rappresentare i colori dell’Iride.” (tratto dal libro “La Scienza Nuova e Assoluta” a cura di Mario Pavone)

 

 

 

 

 

Come si formano?

La formazione dell’alone è connessa alla presenza di nubi troposferiche, i cirri, composti da piccoli cristalli di ghiaccio a forma di prisma esagonale piatto che, quando sono in caduta, si posizionano in tal modo, rispetto all’orizzonte, da riflettere e rifrangere la luce, generando un anello luminoso con strati di colori concentrici. Il primo strato, quello più vicino all’astro, è rosso con colorazioni cangianti nei successivi strati e via via sfumando verso il blu nello strato esterno.

Spesso non si manifesta tutto il cerchio ma solo alcuni tratti della circonferenza soprattutto la parte superiore.

Si chiama anche Alone  22° perché il raggio della circonferenza è di 22° oltre che essere di 22° anche l’angolo di deviazione minima di ingresso e uscita del raggio di luce che attraversa il cristallo di ghiaccio.

 

Dove e quando si osservano?

A differenza di come spesso si ritiene, questa formazione si verifica a qualsiasi latitudine e in qualsiasi momento dell’anno, essendo un fenomeno che richiede cristalli di ghiaccio a quota tra i 6.000-12.000 metri, dove la temperatura è stabile.

La raccolta di immagini che seguirà per esempio, ritrae aloni ripresi nelle più lontane latitudini d’Italia.

Gli aloni si possono formare anche di notte se è presente la Luna. In questo caso prende il nome di alone lunare. Un alone lunare può essere invece definito più raro ma principalmente perché non tutte le fasi della Luna ne permettono la formazione e bisogna attendere la Luna piena o gibbosa che ne favoriscono la formazione e sempre se sono presenti in cielo strati di cirri.

 

Molti fenomeni atmosferici come questo vengono riportati dai luoghi più mistici e che più titillano la spiritualità delle persone più sensibili. Sono molte le foto e i video di luoghi noti per le apparizioni di divinità, non solo cristiane. Certo ci si predispone ad altro tipo di attenzione rispetto a chi corre da un autobus a un treno o corre per evitare una pozzanghera nel traffico di città. E non c’è niente di più rotondo del ricercare in cielo segnali che vorremmo proprio che ci giungessero dal Cielo. Mi scuso per la schiettezza di quanto ho scritto ma mi piacerebbe che tutti imparassero a riconoscere i miracoli della natura per non confonderli con quelli divini.

 

 

 

Come si Osservano?

Per l’osservazione dell’alone solare, indossando occhiali dal sole, è consigliabile sempre coprire con la mano il Sole o posizionarsi in un punto in cui il Sole viene coperto da una casa o da un albero: non si avrà la visione del cerchio completo ma almeno si potrà osservare senza rischi e con un contrasto più netto.

 

 

Come li fotografo?

 

Ribadendo la pericolosità di osservare il Sole in maniera diretta, aggiungo anche la pericolosità per la vista nell’osservare il Sole dal mirino di una reflex.

 

Fotografare questi fenomeni non è sempre facile perché sono in qualche modo imprevedibili e spesso la loro durata basta appena a recuperare la macchina fotografica, a posizionarsi in un punto panoramico e a impostare lo scatto, a volte magari solo per scoprire che quando tutto è pronto, è già anche tutto svanito.

Per la ripresa uso sempre ISO a 80, tempi che vanno intorno a 1/12000 ed f/8 0 10. Anche se la foto risulterà scura, in fase di post produzione si potrà sempre elaborare per ottenere il giusto equilibro e riproporre fedelmente la colorazione.

Sarebbe opportuno possedere un grandangolo in maniera da riprendere per intero il fenomeno senza dover ricorrere a scatti da unire in panoramica.

 

 

Contemporaneamente all’apparizione dell’alone è possibile spesso (ma non sempre) osservare anche la formazione di uno o due punti luminosi equidistanti dal Sole e prossimi all’alone, i Pareli o cani solari, rispettivamente a destra e sinistra e più o meno in alto rispetto al Sole, in base alla posizione dell’alone.

 

Di seguito le mie “raccolte” di aloni da nord a sud Italia:

 

 

 

 

 

VIDEO

 

 

 

 

One comment

  • Paola

    Complimenti! Scatti stupendi!

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