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Si possono vedere tutte le fasi lunari di giorno? Sì

“Maestra, la la Luna si trova in cielo solo di notte e non si vede di giorno in tutte le fasi.”

 

In tanti anni di insegnamento nella scuola primaria mi è capitato che gli alunni mi facessero questa osservazione.

 

Effettivamente molti libri rappresentano la Luna come un elemento celeste che appartiene esclusivamente alla notte.

Invece la Luna tutti i giorni, per un lasso di tempo, fa compagnia al Sole durante la sua permanenza giornaliera in cielo.

 

Per dimostrarlo e documentarlo attraverso le foto, ho ripreso la Luna in tutte le sue fasi ponendomi la regola di catturarla solo quando in cielo sarebbe stato presente il Sole sopra l’orizzonte.

Le Lune quindi nell’immagine che propongo,  presentano tutte uno sfondo con varie tonalità di cielo diurno.

 

Le fasi in cui la Luna è presente in cielo ma la sua visibilità è al limite dell’occhio umano, sono le fasi che anticipano o precedono il Novilunio.

La falce di Luna è molto sottile e bisogna conoscere la posizione esatta della Luna per riuscire a scorgerla.

In questa sequenza son riuscita riprendere una sottile falce di luna crescente con l’1.2% di illuminazione

 

 

 

La fase di Luna Nuova è la fase che accompagna il Sole nel suo tragitto diurno.

E’ quindi presente in cielo ma non visibile. E’ vero, non è visibile, tranne in una occasione: possiamo avere testimonianza visiva della presenza della Luna nuova in cielo durante le eclissi di Sole.

Ho quindi inserito uno scatto, ripreso sempre dall’Italia, dell’eclissi parziale di Sole avvenuta nel marzo 2015. La foto è stata scattata con il solo ausilio del filtro naturale: le nubi.  Il disco lunare si manifesta ben visibile sovrapposto quello solare.

 

 

Segue il video realizzato durante l’eclissi parziale, con gli alunni della Scuola Primaria di Cortina d’Ampezzo usando anche la tecnica del Pin Hole:

 

 

 

 

La Luna piena essendo in opposizione al Sole, sorge al tramonto del Sole e cala all’alba del giorno dopo.

In pratica, il Plenilunio sarebbe la fase in cui i due astri non si incontrano mai in cielo

Ma non tutte le Lune piene sorgono poco dopo che il Sole è tramontato e viceversa:

Ho atteso la Luna piena di questo mese poiché sorgeva qualche minuto prima che il Sole tramontasse.

Anche all’alba del il giorno seguente ho tentato la ripresa ma essendo nuvoloso ho inserito nella mia sequenza, una Luna catturata qualche anno fa che tramontava dopo che il sole era sorto.

 

 

Ho voluto inserire due fasi della Luna al Crepuscolo. Anche se avrei potuto riprenderle con il Sole sopra l’orizzonte, ho voluto sperimentare una ripresa della falce con il cielo interessato dalla luce diffusa del Sole in cielo ancora sotto l’orizzonte. Le falci del 26/1 e del 21/1 sono state riprese rispettivamente, 15 minuti dopo il tramonto e 15 minuti prima dell’alba.

 

 

Per rendere anche più fedele questo tipo di lavoro mi sono imposta di riprendere quante più fasi possibili, con le stesse impostazioni della macchina fotografica.
Tutte le foto hanno avuto lo stesso tipo di elaborazione

Ho utilizzato queste regole per ottenere un confronto più affidabile delle colorazioni del cielo e delle gradazioni di azzurro-blu.

 

Tutte le foto quindi seguono queste impostazioni:

canon sx 60hs, f8, 1/200 sec, ISO 100, 247mm

 

Fanno eccezione:

la luna del 21/2 : 1/15 sec

la luna del 26/1: 1/50 sec.

la luna del 27/1: 1/160 sec.

la luna del 9/3: 1/15 sec

la luna del 11/2: 1/125 sec.

la luna dell’eclissi di Sole.

 

 

******************************

“Teacher, you can find the Moon in the sky only at night and it is not visible in all its phases during the day.”
This kind of observation has been so frequent during many years of teaching in primary school.
And many books, actually, represent the Moon as a sky element that belongs exclusively to the night.
But, as we all know, Instead the Moon, every day and for a certain period of time, keeps company with the Sun during its daily stay in the sky.
So, to demonstrate and document this fact, I shot the Moon during all its phases, setting the rule that I should have captured it only when the Sun would have been above the horizon in the sky.
This is the reason why all these Moons’ images have a different shades of the daytime sky background.
The phases in which the Moon is present in the sky but visibile just to the human eye, are the phases that anticipate or precede the New Moon.
This is because the crescent moon is very thin and you need to know the exact position of the moon to be able to see it.
In this sequence, I managed to shoot a thin crescent moon with 1.2% lighting.
During the New Moon phase the Moon accompanies the Sun on its daytime journey. So, it’s there, in the sky, but not visible, except during a solar eclipse. And so, I inserted a shot, always taken from Italy, of the partial eclipse of the Sun that occurred in March 2015. The photo was taken with the only help of the clouds, one of the most “natural” optical filters. The lunar disk is clearly visible overlapping the solar one.
The Full Moon rises at sunset and falls at dawn the next day, since it’s in opposition to the Sun. It would be the phase in which the two stars never meet in the sky. But not all Full Moons arise shortly after the Sun has set and vice versa: I was waiting for the Full Moon this month (March 2020), as it rose a few minutes before the Sun went down. Even at dawn, on the following day, I attempted to shoot it but, because of the cloudy weather, I inserted in my sequence, a Moon set after the sun had risen, captured in 2018.
I also inserted two phases of the Moon at Twilight. Although I could have shot them with the Sun above the horizon, I wanted to experiment a shooting of the lunar sickle with the slightly enlightened sky affected by the diffused glowing of the Sun still below the horizon. The lunar sickles of the 26th and of the 21st of January were shot respectively, 15 minutes after the sunset and 15 minutes before the sunrise.
To make this work even more rigorous, I set myself the rule of shooting as many phases as possible, with the same camera settings, to get a more reliable comparison of the colors of the sky and the shades of blue-blue:
Canon sx 60hs, f8, 1/200 sec, ISO 100, 247mm
with the exceptions of:
– 21.02: 1/15 sec
– 26.01: 1/50 sec
– 27.01: 1/160 sec
– 09/03: 1/15 sec
– 11.02: 1/125 sec

– the Moon during the solar eclipse.

Si possono vedere tutte le fasi lunari di giorno? Sì

Parry Arc

 

Fra gli aloni di rara fattura, è catalogato: l’arco di Parry.

Statistiche vogliono che l’arco di Parry sul Sole sia osservato in media 1 volta l’anno. Sulla Luna è davvero una rarità.

La loro rarità dipende dal fatto che non basta che un cirro passi sopra la Luna per attendere la formazione, ma dipende tutto dalla forma dei cristalli presenti nei cirri e dal loro orientamento in caduta.

Si tratta di Prismi Colonnari scaleni esagonali.

Solo due facce del prisma sono interessate all’attraversamento dei raggi con una inclinazione di 60°.

Il loro orientamento in caduta avviene con le facce del prisma che giacciono su un piano orizzontale.

Le formazioni degli Archi di Parry, possono variare forma in base all’altezza della Luna o del Sole.

Nel mio caso la Luna aveva un’altezza di circa 27° e l’arco di Parry in formazione sopra l’arco tangente superiore, viene definito un Arco di Parry Suncave.

 

 

In questa immagine, composta da tre scatti eseguiti in sequenza (13 secondi intervallati da 1 secondo), si vede come in un minuto, il passaggio di un cirro mostri delle componenti che svaniscono subito dopo:

Paraselene o Parelio per il Sole, Arco Paraselenico o Arco Parelico per il Sole, Suncave Arco di Parry, Arco tangente Superiore, Arco di Alone a 22°.

Ciò dimostra che la rarità di osservazione di un tale fenomeno è anche relativo alla sua durata.

 

 

 

 

In questa immagine ho sommato le tre foto in sequenza per ottenere una sola immagine che mostra tutta la formazione durante il passaggio del cirro.

 

 

In questo video un confronto tra la formazione di Sun Halo e Moon Halo, a 16 sec si osserva la formazione dell’ Arco di Parry sulla Luna.

 

Dati di scatto per l’arco di Parry sulla Luna:

Data di scatto: Il 14 marzo 2020 ore 1:23
Camera: Nikon D7100
Obiettivo: Tokina AT-X 116 PRO DX 11-16mm f2.8
Dati di scatto: 11mm 13 sec f 2/8 iso 100
Dati Luna: Moon Waning Gibbous ; Illumination 75,2%; 19.38 days
Location: Modica- Ragusa – Sicily.

 

Parry Arc

aMOONite

 

 

 

 

Una curiosa forma di Ammonite è quella presentata in questa immagine in cui sono sovrapposte 7. Immagini di Luna riprese nell’arco di circa 6 ore.

L’effetto è dato dalla rotazione apparente, della Luna avente come perno il centro della superficie lunare esposta verso la Terra.

This “Ammonite” shaped image of the Moon is the result of 7 different overlapping images of the Moon taken for about 6 hours.

 

The effect is due to the apparent lunar rotation with the center of the lunar surface, exposed to Earth, as its pivot.

 

Apparente perché in realtà è l’osservatore sulla superfice terrestre  ( alla mia latitudine) a ruotare assieme alla Terra e ad osservare quindi, durante la notte, ruotare la faccia visibile della Luna.

It is an apparent rotation, because it is actually the observer on the earth’s surface, at his latitude, to rotate together with the Earth and therefore observes the rotation of the visible face of the Moon, during the night.

A partire dalle 20:15 del 10 febbraio 2020, tenendo la macchina fotografica, su un 3 piedi parallela all’orizzonte, ho catturato la Luna ogni ora fino alle 2:15 dell’11 febbraio.

7 scatti che raccontano il differente orientamento della Luna mentre attraversa il cielo.

I shot the Moon every hour, from 20:15 on February 10, 2020 to 2:15 on February 11, 2020, with the camera mounted on a tripod to be parallel to the horizon.

These 7 shots show the different orientation of the Moon as it crosses the sky.

 

 

 

 

Nell’arco di 12 ore è possibile anche assistere, per un attento e scrupoloso osservatore,  ad una tipologia di librazione definita “librazione diurna“.

Within 12 hours it is also possible to see, for a careful and scrupulous observer, a type of libration called “Diurnal Libration”.

 

Cosa è la librazione?

La luna è un satellite sincrono poiché il periodo di rotazione della Luna attorno al suo asse è uguale a quello di rivoluzione attorno alla Terra ed è per questo che, dalla Terra vediamo sempre la stessa faccia ma essendo che, per la I legge di Keplero, la Luna descrive un’orbita ellittica intorno alla Terra, ci sarà un momento in cui sarà più vicina (Perigeo) ed uno in cui sarà più lontana (Apogeo). E come enunciato dalla II legge di Keplero, quando è più vicina ruota più velocemente e quando è più lontana ruota più lentamente.

Questo fa sì che, mentre il movimento di rotazione della Luna mantiene una “conservazione del momento angolare” il movimento di rivoluzione della Luna attorno alla Terra non è costante.
Questa variabilità oltre a considerare che l’orbita della Luna è inclinata al piano eclittico e all’equatore terrestre di circa 5 gradi, crea dei movimenti (in longitudine e latitudine selenografica) detti Librazioni ci permettono di sbirciare un po’ più della Luna (il 59% della sua superficie rispetto al 50%) durante un mese Anomalistico (ovvero il tempo che la Luna impegna per passare da un Perigeo all’altro, circa 27,5 giorni).

The Moon is a synchronous satellite since the period of rotation around its axis is equal to that of the revolution around the Earth, which is why we always see the same face from the Earth. Now, according to Kepler’s I Law, there will be a time when the Moon, during its elliptical orbit around the Earth, will be closer (Perigee) and one when it will be further away from Earth (Apogee). And, as stated in Kepler’s II Law, when the Moon is closer, it will rotate faster and when it is farther away, it will rotate more slowly.

So, since the speed of revolution of the Moon around the Earth is not constant (this variability is called “Libration”), this will allow the observer to see a little more of one half of the lunar surface during an Anomalistic Month (i.e. the time that the Moon takes to pass from one Perigee to the other, that is about 27.5 days).

 

Seppur in maniera marginale, la posizione di un osservatore sulla Terra influenza la possibilità di osservare qualcosina in più (1°) della Luna nell’arco di 12 ore: al sorgere della Luna, si distingue un po ‘più della porzione est (o superiore) della luna; e quando è alta in cielo mostra un pò più della porzione ovest .

Now, while the Libration in latitude and longitude, normally takes about 27.5 Earth days (the days between 2 Perigee), a careful observer can identify a particular type of libration, called “Diurnal Libration”, also displayed within 12 hours. During 12 hours, the Diurnal Libration shows, in an almost imperceptible way, a further thinner portion of the Moon (about 1 °).

 

Qui è possibile tentare di cogliere, sia il passaggio di fase che,  la librazione diurna tra la prima e l’ultima Luna (a distanza di 11 ore).

At the following link you can find the single images of the Moon that created the “Ammonite”, so that you can try to observe both the advancing phase and the Diurnal Libration.” 

 

 

In questo video ho “raddrizzato” le due lune per farle combaciare e quindi rendere più osservabile il confronto.

 

 

 

 

 

 

 

aMOONite

Spato d’Islanda – Iceland Spar

“Spato di Islanda” o “Calcite ottica” è un cristallo anisotropo ( si tratta di cristalli come anche la Cordierite e la Tormalina che, attraversati dalla luce, danno origine a fenomeni come la birifrangenza), la cui caratteristica di birifrangenza ha consentito molti studi nel campo dell’ottica e sulla luce.

“La birifrangenza è responsabile del fenomeno di doppia rifrazione in cui un raggio di luce, quando incidente su un materiale birifrangente, viene diviso dalla polarizzazione in due raggi che assumono percorsi leggermente diversi. ”

Pare che questa pietra, anche detta “Pietra del Sole”, venisse utilizzata dai Vichinghi per orientarsi in mare durante le giornate nuvolose sfruttando la polarizzazione della luce del giorno.

In foto: La scritta “Day of Light” appare doppia proprio per il fenomeno della doppia rifrazione.

Nel video la rotazione dello Spato e quindi il diverso attraversamento della luce modifica l’orientamento della birifrangenza. Ho poi usato un filtro polarizzato lineare (con angolo 0°/90°)  che ne annulla la birifrangenza.

 

 

 

Spato d’Islanda – Iceland Spar

Clouds Iridescent in Anthelic

 

Location: Ragusa (Sicily) https://goo.gl/maps/QUdnmReQbw72 2019-01-02 at 4:21p.m.

 

 

 

 

Clouds Iridescent in Anthelic

All Moon’s Phases: The Synodic Month in August 2019

 

Il mese di agosto 2019 ha contenuto in sé tutte le fasi lunari al completo,un mese sinodico quindi contenuto in un mese di calendario.

Altra particolarità è che nello stesso mese si son presentati due nuviluni, un fenomeno che accade ogni 29 mesi. Questa seconda “New Moon” in un mese, viene definita Black Moon.

 

Ho scelto di tentare, in questo mese, di raccogliere tutta la lunazione completa confidando nella calda e secca estate Siciliana..

Così è stato. Sono riuscita a riprendere tutte le fasi giorno per giorno da Ragusa (Sicily).

Nell’immagine in alto presento tutte le Lune raccolte e con esse riporto la didascalia con l’esatta età di ogni Luna nel momento dello scatto.

Ho volutamente lasciato intorno alle “Thin Moon” un alone con il colore del cielo che racconta la loro breve permanenza in cielo poco prima dell’alba o poco dopo il tramonto.

Anche le lune hanno colori differenti e ciò è dovuto all’altezza del nostro satellite nel momento dello scatto. La luna del 22 agosto, ad esempio, è molto rossa perché era appena sorta e quindi sotto effetto di Scattering e rifrazione.

La Luna nuova, l’ho voluta invece rappresentare usando la parte di Luna cinerea che ho ripreso durante una delle ultime fasi di Luna Calante.

Anche il Novilunio del 30 Agosto è stato rilevante poichè si è trattato di una Super New moon: la Luna Nuova era al Perigeo e quindi ad una minima distanza dalla Terra ( 357.314 Km).

 

 

 

 

 

 

Nell’immagine sottostante ho voluto accoppiare le fasi opposte della Luna rispetto al Plenilunio.

 

 All Photos:

 

Thin Moon and colors of the sky

 

 

 

La sottile falce di Luna che si è presentata la mattina del 29 agosto, presentava la forma a Barchetta o “Luna Coricata”, con entrambe le cuspidi rivolte verso l’alto e la falce illuminata parallela all’orizzonte

 

Cinerea Moon

 

La Luna Cinerea sorge sul monte Pelmo (Belluno – Italy) 2015

 

 

COMPARISON “MONN LIGHT”


 

The shift of the lunar twilight

Il Terminatore della Luna è quella linea che separa la zona in ombra da quella illuminata dalla luce del Sole.

Intorno al terminatore, quindi nel crepuscolo lunare, è possibile distinguere mari e crateri in maniera dettagliata e tridimensionale grazie all’effetto luci/ombre che svelano tutti i corrugamenti del suolo lunare visibili dalla Terra.

 

 

 

Il Terminatore si sposta con una velocità di circa 16Km/h lungo la linea dell’equatore lunare equivalente a circa 8 secondi di arco l’ora.

 

Ecco come il terminatore scopre il Sinus Iridum nell’arco di 3 ore solari.

 

Software: Mooncal.org

Oltre all’aiuto del Software per risalire all’età della Luna, ringrazio Giuseppe De Donà che mi ha successivamente fornito un programmino da lui realizzato per calcolare in maniera esatta l’età della Luna.

https://moon.nasa.gov/resources/154/moon-phase-and-libration-2018/

 

All Moon’s Phases: The Synodic Month in August 2019

Sunsets from the winter solstice to the summer solstice in Sicily

CLICK HERE for interactive picture

Independently of where you are on the Earth, the Sun will always rise exactly East and set exactly West on two days only: March 21 and September 21 at the time of the two equinoxes.

 

As for every other day of the year, the Sun will not rise exactly East and will not set exactly West. The exact location where the Sun will rise and set will vary widely depending on the place. The arc between the sun motion at sunset and the True West is called Occasive Amplitude, and from my position is 59° 34′.

 

I created this interactive picture (www.greenflash.photo) composed of many sunsets observed from the same position, from the Winter solstice to the Summer solstice.

By clicking on each Sun in the picture, you can access some information about every single sunset: weather data, mirages (if any), a video and the whole sequence of the sunset.

For each sunset I made 3 different shots from the same location:

– 1 shot at 18mm using a Nikon D 7100 Reflex

– the whole sequence at 215mm with a Canon SX 50 HS

– 1 video shot using a Sony Handicam

 

The weather data are provided by Civil Protection Weather Station at the port of Marina di Ragusa (Rg) – Sicily (Italy) .

 

I also entered 2 types of time and azimuth:

1) taking into account the depression of the horizon

2) taking into account the depression of the horizon and atmospheric refraction

 

The program I used (“Carte du Ciel) considers the time at sunset when the Sun is below the horizon.

 

Until the 26th of May the sunset was at the sea horizon.

From the 27th of May the sunset was above the coastline (Licata – Agrigento – Sicily).

 

My location:

Gatto Corvino – Marina di Ragusa (Rg) Sicily – Ita (https://goo.gl/maps/YYRmq86uXak) 36°48’47.5”N    14°33’55.9″E

Height: 178 m above s.l.

 

 

VIDEO ANALEMMA AT SUNSET

 

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Sunsets from the winter solstice to the summer solstice in Sicily

“Soligrafia” sul Monte Pelmo

Secondo esperimento di ripresa quotidiana del Sole, dopo l’amplitudine sulla linea dell’orizzonte marino che dimostra lo spostamento del Sole al tramonto rispetto al Punto Ovest.

 Questa la posizione / My position

L’immagine è la sagoma del Monte Pelmo proiettata dal disco solare al tramonto.

Dal 12 gennaio 2018, ogni giorno, ho atteso che il Sole si mettesse alle spalle del Monte Pelmo.

Usando un filtro astrosolare, ho scattato nel momento stesso in cui il Sole ha toccato il bordo della roccia.

Ogni giorno il Sole, proprio come un pittore romantico, ha svelato nuovi pezzi del profilo della montagna.

Alla fine, ho composto la silhouette come se fosse un puzzle. L’immagine finale è la somma di 15 diversi Tramonti (dal 12 gennaio al 21 febbraio).
Gli spazi in cui non c’è il Sole sono dovuti alla presenza di nuvole.

L’11, il 16, il 20 e il 22 febbraio sono riuscita a inserire più immagini del Tramonto perché l’inclinazione della roccia era parallela al percorso del Sole.
In particolare, il 15 febbraio il Sole, come un alpinista, è tramonto trascinandosi per tutto il fianco destro del Pelmo.

La mia posizione di scatto era sempre la stessa durante tutto il periodo.

A differenza della ripresa del disco solare al tramonto su un orizzonte marino, ho avuto necessità quindi dell’utilizzo di un filtro solare per poter effettuare gli scatti, essendo il Sole ancora molto alto quando tocca la montagna.

Non vi è quindi ulteriore calcolo per effettuare l’ora esatta del tramonto in quanto non è presente alcuna rifrazione.

 

 

This image is the silhouette of Mount Pelmo designed by the solar disk at sunset. 

From January 12, 2018, every day, I was waiting for the Sun to set behind Mount Pelmo. Using an astrosolar filter, I shot the very moment when the Sun touched the edge of the rock. Every day the Sun, just like a romantic painter, has unveiled new pieces of the mountain’s profile. Eventually, I composed the silhouette as if it were a puzzle. The final image is the sum of 15 different Sunsets (from 12 January to 21 February).

The spaces where there’s no Sun are due to the presence of clouds. On 11, 16, 20 and 22 February I was able to insert more pictures of the Sunset because the rock’s inclination was parallel to the Sun’s path. 

In particular, on the 15th of February the Sun, like a mountaineer, followed the whole ridge steep mountain. My shooting position was always the same during the whole period.

 

 

 

 

di seguito i singoli scatti dei rispettivi giorni

( nelle immagini del Sole tra il 6 e il 14 febbraio si nota la presenza della Macchia Solare AR 2699):

 

12 Gennaio 2018

Contatto con la roccia: 15.18

Tramonto: 15.21

Azimut: 222,o°

Tramonto all’orizzonte: 17.04

15 Gennaio 2018

Contatto con la roccia: 15.21

Tramonto: 15.23

Azimut: 222,3°

Tramonto all’orizzonte: 17.07

18 Gennaio 2018

Contatto con la roccia: 15.22

Tramonto: 15.25

Azimut: 227,0°

Tramonto all’orizzonte: 17.11

21 Gennaio 2018

Contatto con la roccia: 15.24

Tramonto: 15.27

Azimut: 227,6°

Tramonto all’orizzonte: 17.14

24 Gennaio 2018

Contatto con la roccia: 15.27

Tramonto: 15.29

Azimut: 228,3°

Tramonto all’orizzonte: 17.17

27 Gennaio 2018

Contatto con la roccia: 15.28

Tramonto: 15.31

Azimut: 229,1°

Tramonto all’orizzonte: 17.20

29 Gennaio 2018

Contatto con la roccia: 15.27

Tramonto: 15.30

Azimut: 229,2°

Tramonto all’orizzonte: 17.22

6 Febbraio 2018

Contatto con la roccia: 15.30

Tramonto: 15.32

Azimut: 231,0°

Tramonto all’orizzonte: 17.31

Presenza della Macchia Solare / Sunspot: AR 2699

7 Febbraio 2018

Contatto con la roccia: 15.31

Tramonto: 15.33

Azimut: 231,2°

Tramonto all’orizzonte: 17.32

Presenza della Macchia Solare / Sunspot: AR 2699

11 Febbraio 2018

Contatto con la roccia: 15.34

Tramonto: 15.40

Azimut: 233,6°

Tramonto all’orizzonte: 17.36

Presenza della Macchia Solare / Sunspot: AR 2699

 

14 Febbraio 2018

Contatto con la roccia: 15.44

Tramonto: 16.06

Azimut: 239,2°

Tramonto all’orizzonte: 17.39

Presenza della Macchia Solare / Sunspot: AR 2699

15 Febbraio 2018

Contatto con la roccia: 15.45

Tramonto: 16.07

Azimut: 239,7°

Tramonto all’orizzonte: 17.40

16 Febbraio 2018

Contatto con la roccia: 15.47

Tramonto: 16.07

Azimut: 239,9°

Tramonto all’orizzonte: 17.42

20 Febbraio 2018

Tramonto: 16.06

Azimut: 240,9°

Tramonto all’orizzonte: 17.46

 

21 Febbraio 2018

Tramonto: 16.10

Azimut: 241.9°

Tramonto all’orizzonte: 17.47

 

 

 

“Soligrafia” sul Monte Pelmo

The impossible photo is possible

Unusual picture I took at sunset with the aid of a special mirror (with effect “Pepper’s ghost”) , which filtered the Sun light and at the same time reflected the Moon behind me.

(I have noticed that they have this effect the mirrors that are used on cars)

In this way I was able to catch the Sun and the Moon at the horizon at the same time and with a single click, pointing at the Sun and adjusting with very small movements.

Details: Single shot; Camera Canon sx 50hs, 84,75mm; 1/60 sec; f/5,6; ISO 80
Date: 2017/06/08

Location: Randello (Ragusa – Sicily) -Italy

 

The impossible photo is possible

Moon Trails Art of Sorting

Scatti di Luna in sequenza sommati tra loro con la separazione di un secondo creano questo effetto 3D che mette in rilievo mari e crateri lunari e gli stessi, donano le striature presenti in tutto il “Moon Trail”.

Questo effetto prende il nome di “Art of Sorting”.

Di seguito alcune fasi della lunazione di ottobre:

 

Moon Trails Art of Sorting

From Solstice to Solstice: Amplitude and Analemma at Sunset

Il Sole, nel suo movimento apparente, non sorge sempre esattamente ad Est come non tramonta sempre esattamente ad Ovest, ma si sposta sulla linea dell’orizzonte di qualche grado verso sud o verso nord.

Ho così voluto sperimentare fotograficamente questo spostamento scegliendo una postazione dove il Sole, per tutto il periodo di ripresa da Solstizio invernale a Solstizio estivo, sarebbe tramontato sulla linea dell’orizzonte marino.

 

 

Questo video, che troverete anche a conclusione di questo post, spiega nella pratica : L’Amplitudine Occasa e l’Analemma Solare al tramonto che ho realizzato tra il 2016 e 2019.

 

 

 

AMPLITUDINE OCCASA

Ho girato intorno la zona dell’entroterra di Marina di Ragusa, da dove, nella mia provincia, potesse essere possibile seguire tutti i tramonti durante l’anno e, l’unico punto che ho individuato da raggiungere comodamente con attrezzatura si trovava a Gatto Corvino.

Se mi fossi portata sulla costa esposta ad ovest avrei di certo potuto inseguire il Sole al tramonto da Solstizio a Solstizio ma avrei ottenuto la fila dei Soli su un orizzonte marino senza alcun riferimento terrestre che ne potesse lasciare immaginare l’ampiezza dello spostamento.

Il luogo di ripresa si trovava a 178m slm pertanto il mio orizzonte marino

si trova a circa 50 Km di distanza,

La distanza dell’orizzonte infatti varia in base all’altezza in cui si trova l’osservatore.

 

Posizione: Gatto Corvino (Rg), Sicilia 36°48’47,5″N 14°33’55,9”E

 

Ho iniziato il lavoro di ripresa per il solstizio di inverno del 2016 e l’ho terminato dopo 6 mesi di ripresa e non 12 perché, dopo il solstizio d’estate (raggiunto il punto più estremo a a Nord-Ovest) il Sole, avrebbe “rilasciato i tramonti sull’orizzonte” creando il tragitto inverso fino al solstizio d’inverno Sud-Ovest).

L’immagine finale è la somma di 20 scatti, scelti tra circa 120 tramonti osservati e  fotografati sempre dalla stessa posizione e nel momento in cui il Sole sta per toccare l’orizzonte.

I dati di ora e azimut si riferiscono al momento esatto in cui l’ultimo lembo di Sole svanisce sotto l’orizzonte così come il termine Tramonto è definito. Per questione di chiarezza visiva ho invece fotografato l’ultimo istante in cui il Sole si trovava sopra l’orizzonte marino.

 

L’arco che definisce i gradi di spostamento dal punto Ovest, del Sole al tramonto si definisce Amplitudine Occasa.

L’arco che definisce i gradi di spostamento dal punto Est, del Sole all’alba si definisce, Amplitudine Ortiva.

 

Intorno agli equinozi, il Sole raggiunge la minima amplitudine poiché si avvicina all’Est o Ovest e durante i Solstizi raggiunge un’amplitudine massima, ortiva o occasa se si tratta rispettivamente di Alba o tramonto.

 

 

L’intenzione non era solo quella di realizzare una foto che mostrasse l’amplitudine al tramonto ma era anche quella di documentare ogni singolo tramonto.

Ho utilizzato 3 tipi di strumenti per documentare i tramonti in 3 diverse modalità:

 

– Nikon D 7100 Reflex a 18mm con la quale ho effettuato tutti gli scatti per comporre la foto e dentro i 18mm rientra tutta l’ampitudine.

– l’intera sequenza del Sole l’ho ripresa con lo zoom a 215mm di una Canon SX 50 HS

– 1 video ripresa con una Sony Handicam

 

 

 

Grazie alla disponibilità dei ragazzi della protezione civile del porto turistico di Marina di Ragusa che mi hanno fornito lo storico dei dati meteo della loro stazione meteorologica, son riuscita a calcolare anche gli azimut e l’ora del tramonto tenendo quindi conto della rifrazione, che alla mia latitudine, tarda il tramonto di circa 2 minuti di tempo alla nostra latitudine e di circa 20′, 24′ di azimut.

 

Tramite questo link si accede all’immagine interattiva: cliccando su una striscia di tramonto, è possibile accedere a tutte le informazioni riguardanti il tramonto scelto (dati meteo, video, sequenze di immagini con teleobiettivo per osservare anche la presenza di miraggi.

 

 

 

Vidi la mia sequenza con la fila dei soli pronti a tramontare sulla linea dell’orizzonte e pensai che quella sequenza potesse corrispondere a ciò che rimane di tutti i tramonti di analemmi durante l’anno.

 

Per realizzare l’amplitudine (6 mesi),  ho quindi di volta in volta modificato l’ora della mia ripresa facendola corrispondere sempre all’ora del tramonto.

Per realizzare l’Analemma (12 mesi), bisogna invece scegliere un’orario della giornata e effettuare gli scatti sempre a quella ora prescelta.

In genere si è abituati ad vedere lavori di analemmi realizzati intorno il mezzogiorno nell’ora in cui il Sole culmina e passa quindi al meridiano, ottenendo quindi un analemma sospeso e perpendicolare alla linea dell’orizzonte.

 

L’ANALEMMA AL TRAMONTO

Cercai in rete anche un analemma ripreso nell’ora del tramonto più anticipato dell’anno che toccasse quindi la linea dell’orizzonte.

Trovai tanti analemma ripresi in prossimità dell’ora del tramonto, compresa la prima immagine di analemma ripresa da Dennis di Cicco tra il 1978/79 ma nessuno di essi corrispondeva esattamente al tipo di immagine di analemma che avevo in mente poiché nessuna aveva come orizzonte, un orizzonte marino aperto.

 

Fu allora che decisi di immergermi in un altro lavoro fotografico e integrare il lavoro dell’amplitudine, con una “analemma al tramonto”.

L’orario scelto per la ripresa del Sole , fu quello del tramonto più anticipato dell’anno  ovvero quello che ricade in prossimità del giorno di Santa Lucia e che, alla latitudine di Marina di Ragusa, accade alle 16.45 p.m. (15:45 di TUC , 16:45 di TMEC,  17:45 di OE).

Il tramonto più tardivo dell’anno invece avviene dopo il solstizio d’estate ma il giorno esatto dipende dalla latitudine in cui ci si trova. Nel caso di Marina di Ragusa è avvenuto il 2 luglio 2019. 

 

Dal solstizio d’estate del 2018 ebbi modo di avviare le riprese scegliendo di cadenzare le riprese ogni 10 giorni.

10 giorni, più o meno, poteva essere un tempo adeguato a far si che il meteo, che soprattutto nei mesi invernali non si protrae a lungo la presenza di coperture nuvolose,  mi permettesse di non mancare una foto in prossimità della scadenza e quindi ottenere i dischi solari ben distanziati considerata la ripresa con un 18mm su APS.

Il lavoro dell’analemma, iniziato per il Solstizio d’Estate del 2018 si è concluso il 10 giugno 2019 e l’immagine finale è stata scelta dalla NASA come APOD (Astronomy Picture of the Day) proprio per il giorno del solstizio d’estate 2019.

E’ stata anche scelta come immagine del giorno dall’USRA e pubblicata nel blog di NASA SCIENCE

 

Nell’immagine, il Sole del Solstizio d’estate, è quello che raggiunge l’esposizone più a NORD-OVEST e si trova segnato in alto nell’analemma ma si noti anche che non è il Sole più alto. Il punto più alto invece è riservato a quello che può essere definito  il tramonto più tardivo dell’anno.

 

Sarebbe naturale pensare che le estremità corrispondano al Sole in corrispondenza dei 2 solstizi. In realtà, agli apici troviamo rispettivamente il Sole dei primi di dicembre in basso e il Sole di fine giugno o inizio luglio in alto: cioè il primo e l’ultimo tramonto dell’anno. Questa discrepanza (equazione del tempo)  si spiega sia con l’inclinazione del piano dell’orbita terrestre e sia con la leggi di Keplero: la Terra descrive un’orbita ellittica attorno al Sole e, in base alla distanza dal Sole durante la sua rivoluzione, si muove più o meno velocemente. Afelio (la Terra si trova più lontana dal Sole e si sposta più lentamente) e Perielio (la Terra si trova più vicina al Sole e si sposta più velocemente)  si trovano rispettivamente vicino ai solstizi ma non combaciano infatti,  la linea dei solstizi e quella degli apsidi (che congiunge afelio e perielio) sono sfalsate.

 

 

C’è stato un tempo in cui l’Afelio e il Perielio corrispondevano ai giorni del Solstizio. Dal 1246 infatti, ogni 58 anni, il perielio si è allontanato dal solstizio di un giorno.

 

Si è fatto anche il calcolo che tra circa 4000 anni, il perielio avverrà nel mese di Marzo e arriverà a coincidere con l’equinozio di primavera.

 

 

 

 

 

 

 

Spiega Giuseppe De Donà in una delle sue pubblicazioni sulla rivista UAI circa : “Giorno più corto, tramonto anticipato, levata ritardata”

Giuseppe De Donà

Il giorno del solstizio d’inverno è il più corto dell’anno per tutti i luoghi dell’emisfero boreale e il più lungo per quelli dell’emisfero australe. Esso coincide con il giorno in cui la declinazione del Sole raggiunge il valore minimo. La declinazione del Sole è legata al valore dell’obliquità dell’eclittica, ossia all’inclinazione dell’asse terrestre rispetto all’ortogonale al piano in cui la Terra orbita intorno al Sole. L’angolo è uguale a quello compreso tra il piano dell’equatore celeste e quello dell’eclittica. Secondo J.Laskar, il valore dell’obliquità dell’eclittica oscilla tra un massimo di 24° 14’ 07” (nell’anno –7 530) e un minimo di 22° 36’ 41” (nell’anno +12 030) [1]. In questi anni il valore dell’obliquità è quindi in leggera ma costante diminuzione. Ad inizio 2018 il dato è di 23° 26’ 05” [2], per cui i valori della declinazione del Sole nel 2018 sono compresi tra un massimo di +23° 26’ 05” al solstizio estivo, e un minimo di –23° 26’ 05” al solstizio invernale.

La lunghezza del giorno è determinata dall’ampiezza del semiarco diurno H che il Sole compie dal suo sorgere al transito e dal transito al tramonto, ed è dato dalla nota espressione:

cosH−tgtg(1)

con che indica la declinazione del Sole e la latitudine della località dell’osservazione. La formula è riferita al centro del Sole e non tiene conto del fenomeno della rifrazione. Applicando la (1) alle latitudini 38°, 42° e 46° Nord nel giorno del solstizio d’inverno, si ottengono queste lunghezze dell’arco diurno (2H).

Alla latitudine 38° = 140.410° : 15°/h = 9 Alla latitudine 42° = 134.055° : 15°/h = 8 Alla latitudine 46° = 126.659° : 15°/h = 8

hms 21 38.5

hms 56 13.2

hms 26 38.2

Le tre latitudini considerate sono comprese nel territorio italiano e, pressappoco, corrispondono a quelle delle città di Palermo, Roma e Belluno. Pertanto, al solstizio d’inverno, il giorno a Palermo dura circa 25 minuti più di Roma e 55 minuti più di Belluno.

La giustificazione didattica relativa al “giorno piu corto” è quindi piuttosto semplice. Malgrado ciò, d’inverno capita spesso di sentirsi chiedere se il giorno del solstizio sia davvero il più corto dell’anno e non sia, invece, quello di “S. Lucia, il giorno più corto che ci sia”. Il 13 dicembre coincise col solstizio d’inverno per alcuni secoli prima della riforma del calendario attuata nel 1582 da Papa Gregorio XIII. In quel periodo il giorno di Santa Lucia fu davvero il più corto dell’anno e, a parere mio, fu certamente là che il proverbio ebbe origine. Spesso anche di fronte a questa delucidazione, l’interlocutore rimane perplesso, ingannato dal fatto che, già dal 10 dicembre, le giornate “sembrano allungarsi” in quanto, dopo quella data, l’orologio civile segna, sera dopo sera, un tempo del tramonto in aumento. Perché? Per spiegare questo comportamento, apparentemente anomalo, è necessario considerare l’ora civile del mezzogiorno locale, cioè l’istante in cui in Sole transita sul meridiano del luogo, osservando che esso non coincide mai con le ore 12 di una meridiana a ora vera locale.

http:/https://www.washingtonpost.com/wp-srv/special/metro/urban-jungle/pages/110118.html

 

Il Video esplicativo del lavoro sull’Amplitudine e sull’anatema al tramonto

 

 

Link suggeriti:

Calendario orari Alba, Tramonto, Crepuscolo da ogni latitudine

L’Analemma di Marco Meniero

La curva lunare di Giorgia Hofer

Tatoo Solar at Winter Solstice

The Longer Days di Gianluca Belgrado

From Solstice to Solstice: Amplitude and Analemma at Sunset

La traiettoria del Sole nei giorni dei Solstizi/Equinozi

The path of the Sun on the day of the solstices / equinoxes

 

 

Si potrebbe pensare che la traiettoria del Sole al tramonto del Solstizio d’Estate formi un arco, così come accade per il Solstizio d’Inverno, invece da quando sorge a quando culmina e fino al tramonto, il Sole rilascia un percorso che forma una sinusoide.

 

Nell’ immagine dell’Analemma al Tramonto (fig. 1) è presente il tragitto del Sole al Solstizio d’Estate a partire dalle 4:45 pm fino al tramonto e nella foto che propongo ho evidenziato come, durante il tragitto, il Sole ricurvi verso SUD.

All’Equinozio invece il Sole percorre un tragitto lineare.

La curva del Solstizio d’Inverno non è visibile perché alle 4:45pm il Sole è già prossimo al suo tramonto che avverrà alle 4:49 pm.

 

 

Ho voluto così sperimentare fotograficamente i tre percorsi ma riprendendo il Sole dall’ora in cui culmina fino al tramonto, sulla linea dell’orizzonte marino,  nei rispettivi giorni del: Solstizio d’Estate,Equinozio d’Autunno e Solstizio d’Inverno.

La postazione scelta è in un campo adiacente alla postazione che scelsi per il lavoro sull’Analemma al Tramonto, si trova a Gatto Corvino (Ragusa).

Coordinate: 36°49’05.5″N 14°34’01.7″E

200mt s.l.m.

 

Camera: Nikon D7100, ISO 100, f 22; 11mm; 1/800 sec; no filtro astrosolar.

 

Il culmine del Sole è il momento in cui il disco solare attraversa il punto più alto nel cielo e transita quindi attraverso il Meridiano Locale: il Meridiano Sud a 180°.

Siamo al Mezzogiorno, al Meriggio, nel punto in cui, nel sistema orario anglosassone, prima che il Sole attraversi il culmine, le ore vengono segnate accompagnate da AM (Anti Meridiano).

Superato questo punto le ore vengono accompagnate da PM (Post Meridiano).

Il tragitto del Sole nei diversi giorni dell’anno dipende dalla latitudine dell’osservatore e dall’inclinazione assiale della Terra (l’angolo tra il piano dell’orbita e il piano di rotazione che è pari a 23,5°).

Per convenzione ci appropriamo del movimento apparente del Sole senza dimenticare che è la Terra a muoversi rispetto alla nostra Stella.

Il Sole quindi, nei vari giorni dell’anno compie una apparente traiettoria circolare attorno ad un osservatore terrestre il quale ne vedrà solo alcune: quella che percorre il Sole quando si trova sopra l’orizzonte visibile.

Questi cerchi che vengono denominati Cerchi di Declinazione, in riferimento alla differente declinazione del Sole, variano rispetto al periodo dell’anno in cui ci troviamo e ce ne accorgiamo con l’alternarsi delle stagioni.

La Declinazione del Sole raggiunge il suo massimo al Solstizio d’Estate quando, la sua declinazione, sarà pari all’Inclinazione Assiale, +23.5° e raggiunge il suo minimo il Solstizio d’Inverno (-23,5)

 

Durante il giorno degli equinozi in qualsiasi latitudine sulla terra, i cerchi di declinazione del Sole attraversano il punto di intersezione tra l’orizzonte e lo Zenit e quindi il Sole sorge esattamente ad Est e tramonta esattamente ad Ovest.

(Ai Poli invece il Sole rimane sull’orizzonte per 24 ore).

Il giorno del Solstizio d’Estate la maggior parte del Cerchio di Declinazione resta sopra l’orizzonte. La linea Sinusoidale molto curva all’orizzonte al tramonto è come se accompagnasse il Sole che sta nuovamente preparandosi a sorgere dopo circa 9 ore.

Il giorno dell’Equinozio il Cerchio di declinazione è visibile esattamente per metà. In questo giorno la durata del Dì e della Notte sarà identico.

Il giorno del Solstizio d’Inverno, la maggior parte del Cerchio di Declinazione è sotto l’orizzonte, vediamo quindi solo l’apice del Cerchio di Declinazione che quindi mostra il tragitto del Sole come una curva perfetta che ci dice quanto poco stazioni il Sole nei nostri cieli in quel giorno.

La quantità di luce che avremo al Solstizio d’Estate corrisponde alla quantità di buio che avremo al Solstizio d’Inverno e viceversa.

Pertanto, se vogliamo avere una immagine completa del Cerchio di Declinazione, notiamo che la parte mancante al Solstizio d’Inverno la ritroviamo al Solstizio d’Estate.

 

 

 

 

Abbiamo visto che quindi il tragitto del Sole si trasforma da arco di cerchio (per il Solstizio d’inverno), a Sinusoide (o onda triangolare), al Solstizio d’Estate e all’Equinozio .

Queste curve in realtà sono archi di cerchio. Infatti, se potessimo inseguire il Sole a mezzogiorno rincorrendolo per tutto il globo il nostro tragitto si chiuderebbe come un cerchio ma siamo fermi in un punto ad osservare e ciò determina la variante sinusoidale di questo tragitto.

Ci sono stati vari esempi di ripresa della traiettoria del Sole durante gli Equinozi e Solstizi:

Con il Fish Eye in questa immagine di Tunç Tezel

 

Questa immagine di John Krieger

 

 

In base alla modalità di ripresa, varia il risultato finale poiché bisogna rappresentare su un piano un movimento il movimento in un sfera.

La mia ripresa, in effetti, mi restituiva un tragitto differente dal risultato atteso:

 

Ciò che avevo ripreso con il mio 18mm corrispondeva alla realtà che, rapportata in una panoramica con orizzonte lineare, mi donava una “realtà distorta”: il Solstizio Estivo divergeva fino al culmine verso Nord e l’Equinozio proseguiva con un tragitto lineare.

La mia inquadratura “non aveva tutti i torti”, il Sole proveniva da Est che era alle mie spalle e tutti i culmini sono effettivamente protesi in quella direzione ma non sono allineati sulla verticale del meridiano locale che quindi, come ho evidenziato in foto, appare incurvato.

Ponendo su un piano la linea dell’orizzonte da Sud a ONO si è venuto a creare quel che mi ha confermato, rappresentandomelo, il programma Stellarium:

 

 

 

Ma seppur veritiera non mi restituiva quella che era l’immagine che poteva documentare, rappresentandola, la sinusoide.

Mi è venuto in aiuto Giuseppe De Donà che, calcolando le effemeridi del Sole alla mia latitudine (che riporto a fine pagina) nei tre rispettivi giorni di ripresa e realizzando un grafico  aiutandomi ad “aggiustare il tiro” e portare a compimento il risultato atteso oltre che a darmi molte informazioni utili a realizzare molte delle cose che riporto in questo post .

 

 

Di seguito alcune immagini nei giorni di ripresa:

 

Solstizio d’Estate

Summer Solstice

23/06/2019

Sole Culmina: 12:03 a 76.6°

Sole Tramonta: 19:23 a 300°

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Equinozio d’Autunno

Autumn Equinox

24/09/2019

Sole Culmina alle (ora solare)11:52 a 53°

Sole Tramonta alle (ora solare) 17:55 a 270°

 

La formazione del “Sun Dog” durante l’equinozio in questo video:

 

 

 

Solstizio d’Inverno

Winter Solstice

22/12/2019

 

Sole Culmina: 11:59 (ora solare) a 30°

Sole Tramonta: 16:48 (ora solare) a 241°

 

 

Di seguito riporto le effemeridi del percorso del Sole ai solstizi e all’equinozio, calcolate da Giuseppe De Donà per la latitudine della mia ripresa.

de donà.xls Dati

 

 

Da questi dati ha anche ricavato il grafico dell’esatta posizione del Sole nel percorso, utile per ricostruire il tragitto e correggere la distorsione della lente del grandangolo.

 

 

Concludo con una immagine che riprende tutto il percorso del Sole durante il corso di un intero anno. Si tratta di una soligrafia ripresa da Gianluca Belgrado

La traiettoria del Sole nei giorni dei Solstizi/Equinozi

Pareidolia on the Moon: Golden Handle and Moon Maiden

Questa immagine della Luna, ripresa con il teleobiettivo della Nikon Coolpix P1000, è invertita così come quando si osserva la Luna attraverso un telescopio rifrattore.

 

 

 

La motivazione è di far notare due particolarità che possono essere associate ad una forma di PAREIDOLIA.

 

Quattro o cinque giorni prima del Plenilunio, la fase di Luna Gibbosa Crescente evidenzia le montagne del Giura per alcune ore. Le montagne sono molto evidenti perché il gioco di luci e ombre che si crea sul Terminatore  le rende particolarmente luminose.

 

 

La caratteristica forma ad arco illuminato e l’immaginazione degli uomini, hanno creato l’idea di un “Manico d’Oro”.

Già Galileo aveva individuato questa particolare formazione e sulla base di questa fece delle misurazioni sulle altitudini orografiche del nostro satellite.

 

La Catena del Giura si estende a forma di arco sopra la “Baia dell’Arcobaleno” (Sinus Iridum), e termina con un promontorio denominato Promontorum Heraclides, il cui nome ricorda il noto astronomo e filosofo Turco, Eraclide Pontico (390-310 a.c.)  al quale fu anche data una dubbia attribuzione della paternità circa la Teoria Eliocentrica.

Su questo promontorio è nota un’altra formazione che ci svela “un’altra faccia della Luna”, Cassini, nel 1679, vi riconobbe il profilo di una donna dai lunghi capelli.

 

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Da allora quindi, quando il terminatore della Luna si sofferma dalle parti della Catena montuosa del Giura, si riconosce, nel “Promontorio  Heraclides ” un profilo di donna che viene denominata “La Signora della Luna”. Il profilo sembra proteso ad osservare la Baia dell’Arcobaleno o l’altro capo dell’ Arco montuoso del Giura.

Cassini la volle essere raffigurata da un incisore, Jean Batpiste Patigny e in particolare il volto da lui rappresentato, ricorda quello della moglie di Cassini, Genevieve De Laistre.

L’immagine non è nitida ma la faccia della “Signora della Luna” è meglio identificata quando non è correttamente messa a fuoco.

 

Capirete quindi perché ho preferito invertire l’immagine: al contrario si riconoscono sia “LA Maniglia d’Oro” che la Signora della Luna…per chi li volesse osservare l’appuntamento è alla prossima Luna del 10 o 11 giorno.

 

 

 

 

Pareidolia on the Moon: Golden Handle and Moon Maiden

Green and Blue Flash

Green and Blue Flash

Sun and Moon rise from the same point

Sole E Luna

 

L’immagine mostra la Luna e il Sole fotografati mentre sorgono nei giorni prossimi all’eclissi e si nota, dalle sagome degli alberi, che sorgono dallo stesso punto.
L’amico Marco Meniero, in collaborazione con Stefano de Fazi, ha spiegato questo particolare fenomeno che accade ogni 9 anni:
A creare questa coincidenza subentrano:
– Transito della Terra su uno dei nodi in corrispondenza della Luna piena ( che ha generato l’eclissi)
– Posizione della Terra nel punto equinoziale (in questi giorni il Sole sorge esattamente ad Est e tramonta esattamente ad OVEST.
Pertanto, i Nodi lunari, corrispondono ai nodi equinoziali mostrando il sorgere ed anche il tramontare del Sole e della Luna non solo dallo stesso punto ma esattamente ad EST e OVEST, in costellazioni opposte (costellazione della Vergine e del Pesci).

E, tutto questo, avviene ogni 9 anni ( ovvero la metà del periodo SAROS).

 


“This rare phenomenon happens every nine years (half of the SAROS period) and it involves:
– the transit of the Earth on one of the nodes corresponding to the Full Moon (which generated the eclipse)
– the position of the Earth in the equinoctial point (on these days the sun rises exactly in the east and sets exactly in the west);
The lunar nodes correspond to the equinoctial nodes, showing the rise and the setting of the Sun and the Moon not only from the same point but exactly at EAST and at WEST and in opposite constellations (Virgo and Pisces).”

Picture of the Moon:
Camera Used: Canon Sx 50Hs
Exposure Time: 1/125
Aperture: f/6.5
ISO: 100
Focal length: 215
Picture of the Sun:
Camera Used: Canon Sx 50 Hs
Exposure Time: 1/25
Aperture: f/8
ISO: 80
Focal length: 215
Astrosolar filter
Photographer: Marcella Giulia Pace
Editing: Marco Meniero e Marcella Pace
Text (about the phenomenon): Marco Meniero

Dettaglio informazioni sul fenomeno

 

Sun and Moon rise from the same point

Il Sole e Luna: stessa traiettoria e stesso tramonto

Sia il 2o e sia il 22 Novembre 2017, il Sole e la Luna attraversando il cielo hanno seguito lo stesso arco di traiettoria, combaciante, fino al tramonto.

Il risultato è stato che entrambi sono tramontati, da qualsiasi orizzonte posto nell’emisfero boreale, nello stesso punto.

Il 22 Novembre, per esempio, alla latitudine di Modica, la Luna, così come il Sole,  culmina a 33° e tramonta a 245° azimut.

L’evento ha interessato la fascia dell’emisfero boreale che va dall’equatore e comprendendo il Tropico del Cancro fino a circa 50° Nord.

Più ci si allontana verso il sud dell’equatore e più le due traiettorie si distaccano lievemente di pochi gradi.

Più ci si allontana dal tropico del Cancro e verso il circolo polare artico e più le due traiettorie si allontanano tra loro in maniera graduale ma creando un distacco più ampio. In Finlandia del Nord, gli archi del Sole e della Luna, seguono evidenti differenti traiettorie.

 

Tramonto del  20 Novembre

Il 20 Novembre il Sole, alla mia latitudine, tramontava a 245,6° e la Luna a 245,7°

Per fotografare questo evento, è bene ricercare un punto dove all’orizzonte del nostro tramonto, vi sia un riferimento terrestre.

Io ho scelto la chiesa di San Giovanni di Modica che da, questa postazione punta i circa 240°, proprio in direzione dei due tramonti. Da questa postazione quindi, il 20 Novembre, ho atteso prima il tramonto del Sole:

e dopo circa due ore, il tramonto della Luna:

 

Ho ripreso con due macchine fotografiche lasciate fisse per circa 3 ore.

Le immagini ad alto ingrandimento sono state scattate con la Canon Sx 60 hs.

 

Con la Nikon D7100 ho invece scelto una inquadratura più ampia (140mm) rispetto ai 215 mm della Canon per riprendere, tramite scatti intervallati, il percorso della Luna e del Sole verso i loro tramonti e in direzione della chiesa di San Giovanni.

 

 

Vedi anche “Sun and Moon same point 2015”

 

22 Novembre 2017:

Nuvole 🙁

 

 

Il Sole e Luna: stessa traiettoria e stesso tramonto

VIDEO: Green&BlueFlash Sunspot Mirage

“Mi piace immaginare che questo tramonto abbia donato ai miei occhi e al mio obiettivo
buona parte del suo repertorio affinché lo possa mettere a disposizione di chi lo sappia apprezzare
e sappia stupirsi e possa essere un richiamo per tutti ad assistere ai suoi prossimi spettacoli.”
Marcella Giulia Pace

VIDEO: Green&BlueFlash Sunspot Mirage

Green and Red Rim

Green and Red Rim

Wegener Arc – Upper Tangent Arc – Parhelic Circle – Circumscribed

WEGENER ARC & PARHELIC CIRCLE

Complesso Sistema Alonare

 

VIDEO

 

 

 

 

 

 

 

 

Wegener Arc – Upper Tangent Arc – Parhelic Circle – Circumscribed

Circumzenithal Arc

 

 

Circumzenithal Arc

Circumhorizontal Arc

 

Circumhorizontal Arc

Upper tangent Arc (Lunar)

 

 

Upper tangent Arc (Lunar)

Rainbows

Rainbows

Ant-Crepuscolar Rays

Ant-crepuscolar Rays

 

I Raggi anti-crepuscolari, si manifestano dalla parte opposta al tramonto ( o dell’alba ) e sembrano convergere ad Est  creando l’illusione che lì il Sole sia appena tramontato.

Ad accentuare l’illusione, una banda che va dall’arancio, quando il Sole è ancora sopra l’orizzonte, al rosa/viola, quando il Sole è sotto l’orizzonte, denominata Cinta di Venere o Arco Anti-crepuscolare.

I raggi Anti Crepuscolari, così come i Raggi Crepuscolari, in realtà, non convergono ma sono paralleli ed attraversano tutta la volta celeste da ovest ad est.

Si può dire quindi che i Raggi Anti-Crepuscolari sono il prolungamento dei raggi Crepuscolari anche se non sempre si manifestano o sono chiaramente visibili in contemporanea.

Potrebbero anche trattarsi non tanto di raggi di luce ma di fasci di ombre.

Ho avuto modo di notare che, a differenza dei raggi Crepuscolari, l’alternanza dei fasci di ombra dei raggi Anti crepuscolari sono più larghi rispetto a quelli di luce, come se il ventaglio dei raggi anti-crepuscolari fosse il negativo del ventaglio di raggi crepuscolari.

I raggi anti crepuscolari, se presenti, persistono soprattutto anche dopo il tramonto e sembrano sollevarsi ed allargarsi man mano che si innalza la così detta “Ombra della Terra” che in realtà è l’ombra della Terra sulla nostra atmosfera proiettata ad Est. Essa anticipa il buio fino a fondersi con lo stesso che ben presto ci mostrerà la volta celeste con le luci delle stelle.

I Raggi anti-Crepuscolari possono quindi apparire prima dell’alba e la loro evoluzione segue la sequenza invertita rispetto a quella appena descritta del tramonto.

I raggi anti crepuscolari possono anche apparire nelle ore prettamente diurne all’interno dell’Arcobaleno ma in questo caso prendono il nome di “Raggi dell’Arcobaleno”

Nelle 3 immagini che seguono si può immaginare la loro formazione: sono nuvole o montagne che la luce proietta correggendo i profili e proiettandoli fino all’antelio.

Spesso le nubi o le isole, sono posizionate al di sotto dell’orizzonte visibile e quindi, i raggi possono anche raccontare di ciò che si sta apponendo al Sole mentre questo è già sotto l’orizzonte.

L’illusione che i raggi convergano in un solo punto però, ci da, in un ampio spazio dispersivo come ad esempio l’EST dopo un tramonto, l’indicazione esatta del punto antisolare e della posizione del Sole sotto l’orizzonte.

 

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VIDEO

Ant-Crepuscolar Rays

Crepuscular Rays

Crepuscular Rays

Moon Pillar

Moon Pillar

Sun Halo

L’alone solare, sulla base delle mie osservazioni, è il fenomeno atmosferico più frequente, anche più dell’arcobaleno che invece risulta essere molto più noto e riconosciuto.

La motivazione è che l’arcobaleno è, in un certo senso, a “portata d’occhio” e quindi ad altezza vista e quindi facilmente individuabile.

 

L’alone solare, è invece più presente dell’arcobaleno ma, è più difficile da osservare perché si trova nella porzione di cielo dove è anche presente Sole e dove, in genere, non volgiamo mai lo sguardo per non venire abbagliati. Per questo per osservarlo è bene, oltre a coprire il Sole con la mano, indossare occhiali da Sole.

Gli occhiali da Sole sono un filtro minimo che non solo protegge gli occhi ma crea un maggiore contrasto e consente di vedere il fenomeno, altrimenti impossibile da osservare.

 

L’Alone solare, inoltre, si manifesta più frequentemente con le sue colorazioni meno accese e pertanto non sempre colpisce l’attenzione dei più: solo poche volte mi è capitato di osservare un alone dai colori tanto netti e intensi da attirare stupore e curiosità degli osservatori “più distratti” intorno a me.

 

Altro motivo per cui il fenomeno dell’alone solare è un po’ meno sconosciuto è che siamo abituati a notare ciò di cui abbiamo già esperienza, per cui, anche se è lì sopra di noi, non riusciamo ad individuarlo con facilità, a meno che non lo si sia già personalmente sperimentato almeno un’altra volta.

 

Per questa ragione, considerata la maggiore attenzione verso il cielo da parte dei sostenitori delle scie chimiche, vengono da loro spesso individuati aloni, fotografati e spacciati come esempi di uno degli effetti di ciò che, a loro veduta, sarebbe “l’irrorazione nell’aria”. Quindi, questo fenomeno del tutto naturale e che dovremmo osservare con stupore e meraviglia, viene demonizzato in quanto testimonianza di ciò che loro definiscono  “complotto”.

 

In realtà, la presenza degli aloni, è testimoniata sin dai tempi in cui il traffico sui nostri cieli era una esclusiva solo per i volatili.

In molti detti popolari, inoltre, viene associata la presenza dell’alone alla conseguente pioggia. In questo link Les Cowley specifica che non è proprio esatto associarli alla pioggia

Una recente ricerca effettuata dall’astronomo Paolo Colona, ha portato alla luce l’associazione dell’alone Solare al il mito di Issione (il seguente Link per conoscerne i dettagli  oppure dal sito ANSA ) che veniva spesso raffigurato all’interno di una ruota come a rappresentare il fenomeno.

Abbiamo anche un dipinto del 1535 che, oltre ad essere la prima rappresentazione della città di Stoccolma è anche la prima rappresentazione di questo fenomeno ottico e non solo.

https://it.wikipedia.org/wiki/File:Vädersolstavlan.jpg

 

 

Riporto anche quanto ha scritto circa gli Aloni, l’Astronomo G.B. Hodierna intorno al 1600:

“ L’Alone, o corona, che suol prodursi à guisa di corona intorno al sole o della Luna, da noi detta Antiride, che sovvente ci presagisce futura Pioggia, altro non è che una seconda specie d’Iride, rappresentata all’occhio nostro dagl’Atomi vaporosi congregati in quella sfera vaporosa, mentre da quelli parti egualmente distanti intorno al Luminare, vien riflessa la Luce all’occhio nostro: ma perché quelle goccioline sono assai sottili, e perché lontani da noi, non possono così vivacemente rappresentare i colori dell’Iride.” (tratto dal libro “La Scienza Nuova e Assoluta” a cura di Mario Pavone)

 

 

 

 

 

Come si formano?

La formazione dell’alone è connessa alla presenza di nubi troposferiche, i cirri, composti da piccoli cristalli di ghiaccio a forma di prisma esagonale piatto che, quando sono in caduta, si posizionano in tal modo, rispetto all’orizzonte, da riflettere e rifrangere la luce, generando un anello luminoso con strati di colori concentrici. Il primo strato, quello più vicino all’astro, è rosso con colorazioni cangianti nei successivi strati e via via sfumando verso il blu nello strato esterno.

Spesso non si manifesta tutto il cerchio ma solo alcuni tratti della circonferenza soprattutto la parte superiore.

Si chiama anche Alone  22° perché il raggio della circonferenza è di 22° oltre che essere di 22° anche l’angolo di deviazione minima di ingresso e uscita del raggio di luce che attraversa il cristallo di ghiaccio.
Su questo link di Atoptics si può approfondire la deviazione dei raggi che attraversano il prisma che genera l’alone

 

Dove e quando si osservano?

A differenza di come spesso si ritiene, questa formazione si verifica a qualsiasi latitudine e in qualsiasi momento dell’anno, essendo un fenomeno che richiede cristalli di ghiaccio a quota tra i 6.000-12.000 metri, dove la temperatura è stabile.

La raccolta di immagini che seguirà per esempio, ritrae aloni ripresi nelle più lontane latitudini d’Italia.

Gli aloni si possono formare anche di notte se è presente la Luna. In questo caso prende il nome di alone lunare. Un alone lunare può essere invece definito più raro ma principalmente perché non tutte le fasi della Luna ne permettono la formazione e bisogna attendere la Luna piena o gibbosa che ne favoriscono la formazione e sempre se sono presenti in cielo strati di cirri.

 

Molti fenomeni atmosferici come questo vengono riportati dai luoghi più mistici e che più titillano la spiritualità delle persone più sensibili. Sono molte le foto e i video di luoghi noti per le apparizioni di divinità, non solo cristiane. Certo ci si predispone ad altro tipo di attenzione rispetto a chi corre da un autobus a un treno o corre per evitare una pozzanghera nel traffico di città. E non c’è niente di più rotondo del ricercare in cielo segnali che vorremmo proprio che ci giungessero dal Cielo. Mi scuso per la schiettezza di quanto ho scritto ma mi piacerebbe che tutti imparassero a riconoscere i miracoli della natura per non confonderli con quelli divini.

 

 

 

Come si Osservano?

Per l’osservazione dell’alone solare, indossando occhiali dal sole, è consigliabile sempre coprire con la mano il Sole o posizionarsi in un punto in cui il Sole viene coperto da una casa o da un albero: non si avrà la visione del cerchio completo ma almeno si potrà osservare senza rischi e con un contrasto più netto.

 

 

Come li fotografo?

 

Ribadendo la pericolosità di osservare il Sole in maniera diretta, aggiungo anche la pericolosità per la vista nell’osservare il Sole dal mirino di una reflex.

 

Fotografare questi fenomeni non è sempre facile perché sono in qualche modo imprevedibili e spesso la loro durata basta appena a recuperare la macchina fotografica, a posizionarsi in un punto panoramico e a impostare lo scatto, a volte magari solo per scoprire che quando tutto è pronto, è già anche tutto svanito.

Per la ripresa uso sempre ISO a 80, tempi che vanno intorno a 1/12000 ed f/8 0 10. Anche se la foto risulterà scura, in fase di post produzione si potrà sempre elaborare per ottenere il giusto equilibro e riproporre fedelmente la colorazione.

Sarebbe opportuno possedere un grandangolo in maniera da riprendere per intero il fenomeno senza dover ricorrere a scatti da unire in panoramica.

 

 

Contemporaneamente all’apparizione dell’alone è possibile spesso (ma non sempre) osservare anche la formazione di uno o due punti luminosi equidistanti dal Sole e prossimi all’alone, i Pareli o cani solari, rispettivamente a destra e sinistra e più o meno in alto rispetto al Sole, in base alla posizione dell’alone.

 

Più raro è invece l’Alone Lunare 

 

Di seguito le mie “raccolte” di aloni da nord a sud Italia:

 

 

 

 

 

VIDEO

 

 

 

 

Sun Halo

Lunar Halo

Lunar Halo

Sun Dogs